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Festival del Film Etnomusicale

 

 

Giovedì 3 Novembre – Alghero, Santa Teresa Gallura, San Vero Milis

ore 18.30

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SWEET DREAMS di L. e R. Fruchtman

(Ruanda, 80′)

Il Ruanda ha fatto grandi passi avanti nella ripresa economica dopo il genocidio devastante nel 1994, ma “le persone non sono come le strade e gli edifici”, dice Kiki Katese , pionieristica regista teatrale ruandese. “Come facciamo a ricostruire un essere umano ?” Kiki ha deciso di iniziare Ingoma Nshya , prima e unica compagnia di percussioni costituita da donne del Ruanda , aperto alle donne sia Hutu che Tusi. Eppure, la lotta per sopravvivere e provvedere alle loro famiglie persiste. Così, quando Kiki propose di aprire la prima e unica gelateria del Ruanda, le donne erano incuriosite. Non sapevano esattamente cosa era il gelato e il modo in cui viene fatto. Kiki ha quindi invitato Jennie e Alexis della Blue Marble Ice Cream di Brooklyn chiedendo loro di venire in Ruanda per aiutare lei e le percussioniste ad aprire il loro negozio, che hanno chiamato Inzozi Nziza (Sweet Dreams). Il documentario segue questo straordinario gruppo di donne ruandesi che vengono dalla devastazione del genocidio per creare un futuro di speranza e opportunita per se stesse e per le loro famiglie. Per Kiki, “la riconciliazione non è solo tra due popoli. La gente deve riconciliarsi con se stessi, con la felicità, con la vita”. I registi Lisa e Rob Fruchtman – vincitori dei premi Oscar e Emmy – hanno co-prodotto e diretto il film per raccontare la storia di questo straordinario gruppo di donne ruandesi.

 

Domenica 6 Novembre – Alghero, Santa Teresa Gallura, San Vero Milis

ore 18.30

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(N. Brault, animazione, 9′)

Il filmmaker Nicolas Brault combina l’animazione in 2D su un tablet grafico con il calore dell’animazione della sabbia, unendo così tradizione e modernità, Brasile e Africa, musica e memoria. Hungu è il nome dell’arco sonoro africano, antenato del  berimbau brasiliano. Affascinato dalla bellezza delle pitture rupestri africane, Nicolas Brault applica le sue doti narrative a un mondo in cui gli esseri umani e la natura sono sottilmente collegate. Sotto il sole africano, un bambino cammina nel deserto con i sui parenti. La morte si aggira, ma l’anima della madre risorta grazie alla musica ridarà la forza e la vita al figlio, quando diventerà un uomo…

 
 
 
 
 
 

mongolias-first-rappers-photo-by-dan-jocelynMONGOLIAN BLING di Benj Binks

(Mongolia, 90 min.)

 Mongolia 2011. Blocchi di appartamenti hanno sostituito le tende tradizionali. Hyundai e Hummers hanno preso il sopravvento sui cavalli, e gli uomini d’affari camminano lì dove una volta vagavano i nomadi. Questa è oggi Ulaanbaatar, la capitale del paese e la location di Mongolian Bling, uno sguardo intimo a una cultura antica che sta entrando nel 21° secolo.

Raccontata attraverso la passione dei giovani rapper, la saggezza di musicisti tradizionali e immagini e suoni di questa vivace città, Mongolian Bling esplora la cultura contemporanea sul bordo della steppa. Dalla baraccopoli del Distretto Ger ai lussuosi appartamenti cittadini, la Mongolia si muove a ritmo di rap e una nuova identità si va creando che riflette il dinamismo di questo paese.

 

 

Giovedì 10 Novembre – Alghero, Santa Teresa Gallura, San Vero Milis

ore 18.30

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LANDFILL HARMONIC di Brad Allgood e Graham Townsley

(Paraguay, 1h 25min.)

Nelle baraccopoli del Paraguay, situate su discariche di immondizia, si diffondono le note della Recycled Orchestra, un ensemble di giovanissimi musicisti che suonano strumenti da loro stessi realizzati con oggetti trovati in quella enorme massa di rifiuti. Creazioni di plastica, metallo e cartone che danno vita a oggetti con colore e anima al pari di quelli a cui si ispirano. Landfill Harmonic segue le loro avventure musicali e umane, in un mondo ostile in cui si ritagliano una possibilità di migliorare la propria esistenza, di formare il futuro secondo altri canoni. Di girare il mondo esibendosi in arene e palazzetti e coronare il sogno di una vita: suonare insieme ai Megadeth. In un trionfo di non convenzionalità, originalità e lungimiranza che mira a cambiare la percezione della vita e le vite stesse di protagonisti e spettatori.

 

 

Domenica 13 Novembre – Alghero, Banari, Santa Teresa Gallura, San Vero Milis

ore 18.30

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FOLI

(Thomas Roebers and Floris Leeuwenberg, Guinea, 10’)

La vita ha un ritmo, è in continuo movimento. La parola per il ritmo in malinké è Foli. E’ una parola che racchiude molto di più di percussioni, danza o musica. Si trova in ogni parte della vita quotidiana. In questo film non solo si ascolta e si sente il ritmo, ma lo si vede. Si tratta di una straordinaria miscela di immagini e suoni che alimenta i sensi e ci ricorda quanto il ritmo sia essenziale.

 
 
 
 
 

mittsommernachtstango_3viviane-blumenscheinMIDSUMMER NIGHT’S TANGO di Viviane Blumenschein

(Argentina/Finlandia, 84’)

 
 

I finlandesi hanno un bizzarro senso dell’umorismo – e sono un po timidi. Non tutti sanno che il tango è la musica popolare dei finlandesi. Il documentario scopre il tango finlandese, raccontato dal punto di vista del cantante Chino Laborde, il chitarrista Diego “DIPI” Kvitko e Pablo Greco. I tre musicisti argentini viaggiano in Finlandia per scoprire se Aki Kaurismäki dice la verità quando afferma che il tango è stato inventato in Finlandia.

 
 

Giovedì 17 Novembre – Alghero, Santa Teresa Gallura

ore 18.30

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THEY WILL HAVE TO KILL US FIRST. MALIAN MUSIC IN EXILE di Johanna Schwartz

(Mali, 100’) v.o. ing. sott. ita.

Genere: documentario

 La musica è il cuore pulsante della cultura del Mali, ma quando i jihadisti islamici hanno preso il controllo del nord del Mali nel 2012, hanno applicato una delle più dure interpretazioni della sharia nella storia: hanno vietato tutte le forme di musica. Le stazioni radio sono state distrutte, gli strumenti bruciati e musicisti rinomati del Mali hanno affrontato la tortura, anche la morte. Durante la notte, sono stati costretti a nascondersi o ad andare in esilio. Ma piuttosto che abbandonare i loro strumenti, alcuni musicisti stanno combattendo per il loro patrimonio culturale e la loro identità. Nel corso della loro lotta, hanno usato la musica come arma contro la violenza in corso che ha lasciato il Mali devastato. Con un pezzo appositamente commissionato da Nick Zinner (“Yeah Yeah Yeah”) e una colonna sonora con alcuni degli artisti più interessanti del Mali, il film presenta alcuni dei musicisti ancora attivi in Mali, tra cui Khaira Arby, Fadimata “Disco” Walet Oumar, la superstar del Mali Amkoullel, Moussa Sidi e la band Songhay Blues.

 

Domenica 20 Novembre – Alghero, Banari, Santa Teresa Gallura

ore 18.30

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PERCUSSION KID

(Mohamed Achaour, Marocco, 17’)

Storia drammatica di un bambino delle montagne del Marocco raccontata al ritmo delle percussioni. Dall’infanzia in una scuola coranica sulle montagne del Marocco dove i bimbi battono il tempo sulle tavolette e i maestri battono gli scolari per punizione, all’età adulta in un mercato dove lo stesso bimbo, diventato un ciabattino, batte con il martello le suole delle scarpe. Nel mercato tutti i battitori, i ciabattini, i fabbri e i tappezzieri, danno vita ad una vera e propria band musicale.

 
 
 
 
 
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ROCKSTEADY, THE ROOTS OF REGGAE di Stascha Bader

(Giamaica,  98’) v.o. ing. sott. ita.

Genere: documentario

Un concerto reunion, filmati d’archivio, diario di viaggio giamaicano, e qualche brillante, emozionante lavoro di studio da parte di musicisti mitici ancora viventi; tutti questi elementi si fondono in questo tributo alle origini della musica reggae. “Rocksteady” era lo stile musicale, la matrice fertile da cui il reggae è nato durante la fine del 1960. Per la Giamaica è stato un periodo esaltante della libertà post-coloniale, e tuttavia le misere condizioni economiche hanno creato un clima ribelle caratterizzato dalla cultura violenta del “rude boy”. Nei nuovi studi di registrazione che erano sorti in tutto Kingston, musicisti rallentavano i ritmi dello ska per scoprire giri di basso, effetti percussivi della chitarra ritmica, e messaggi di coscienza sociale che si sono evoluti poi in quel fenomeno globale conosciuto come il reggae.

 

 


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